Paolo Miki e compagni
martiri del Giappone
Il 6 febbraio si celebrano i santi Paolo Miki e venticinque compagni, martiri crocifissi a Nagasaki nel 1597 durante la persecuzione anticristiana in Giappone.
La vita di Paolo Miki e compagni
Paolo Miki nacque a Tsunokuni, in Giappone, nel 1556, in una famiglia di samurai convertita al cristianesimo. Entrò giovanissimo nella Compagnia di Gesù e divenne uno dei primi presbiteri giapponesi, distinguendosi come predicatore eloquente e missionario instancabile. La sua capacità di comunicare il Vangelo nella cultura del suo popolo lo rese particolarmente efficace nell’evangelizzazione.
Nel 1596, quando il sovrano Toyotomi Hideyoshi intensificò la persecuzione contro i cristiani, Paolo Miki fu arrestato insieme ad altri venticinque compagni: otto tra sacerdoti e religiosi (gesuiti e francescani, alcuni europei altri giapponesi) e diciassette laici, tra cui anche ragazzi. Il gruppo comprendeva figure come il francescano Pietro Battista Blásquez e giovani come Antonio di tredici anni e Luigi di dodici.
Il 5 febbraio 1597, dopo un’estenuante marcia di oltre ottocento chilometri da Kyoto a Nagasaki, tutti e ventisei furono crocifissi sulla collina di Nishizaka. Paolo Miki, dalla sua croce, continuò a predicare e a perdonare i carnefici, testimoniando la fede fino all’ultimo respiro. Furono trafitti con lance mentre erano ancora vivi.
Papa Urbano VIII li beatificò nel 1627 e papa Pio IX li canonizzò l'8 giugno 1862, rendendoli i primi santi martiri dell’Estremo Oriente. Il loro sacrificio segnò l’inizio di due secoli di persecuzione che non riuscirono tuttavia a estirpare il cristianesimo dal Giappone. La collina di Nagasaki, dove morirono, è oggi un luogo di pellegrinaggio e memoria.
Gli altri santi del 6 febbraio
- Sant’Antoliano — martire
- San Silvano — vescovo di Emesa, con Luca diacono e Mocio lettore
- Santa Dorotea — vergine e martire, con San Teofilo
- San Melis di Ardagh — vescovo di Ardagh
- San Vedasto di Arras — vescovo di Arras
- Sant’Amando di Maastricht — vescovo di Maastricht
- Santa Renilde — badessa
- San Guarino Foscari — vescovo di Palestrina
- San Brinolfo — vescovo di Skara
- Beato Angelo da Furci — sacerdote agostiniano
- Sant’Alfonso Maria Fusco — sacerdote, fondatore delle Suore di San Giovanni Battista
- Beato Francesco Spinelli — sacerdote, fondatore delle Suore adoratrici del Santissimo Sacramento
- San Matteo Correa Magallanes — sacerdote e martire
- Beata Rosalia Rendu — religiosa
Onomastici del 6 febbraio
Il 6 febbraio festeggiano l’onomastico Paolo, Dorotea, Francesco, Matteo, Alfonso, Rosalia, Silvano, Amando, Angelo, Vedasto, Guarino, Antoliano, Melis, Renilde e Brinolfo.
Domande frequenti
- Chi è il santo del 6 febbraio?
- Il 6 febbraio la Chiesa cattolica celebra i santi Paolo Miki e venticinque compagni, martiri crocifissi a Nagasaki il 5 febbraio 1597 durante la persecuzione anticristiana in Giappone. Paolo Miki era un gesuita giapponese, presbitero e missionario, che morì insieme ad altri religiosi e laici, tra cui anche ragazzi giovanissimi, testimoniando la fede cristiana fino all’ultimo respiro.
- Chi festeggia l’onomastico il 6 febbraio?
- Il 6 febbraio festeggiano l’onomastico chi porta i nomi Paolo, Dorotea, Francesco, Matteo, Alfonso, Rosalia, Silvano, Amando, Angelo, Vedasto, Guarino, Antoliano, Melis, Renilde e Brinolfo, in onore dei santi e beati commemorati in questa data dal calendario liturgico.
- Perché Paolo Miki e i suoi compagni furono martirizzati?
- Paolo Miki e i suoi venticinque compagni furono martirizzati nel 1597 per ordine del sovrano giapponese Toyotomi Hideyoshi, che aveva intensificato la persecuzione contro i cristiani. Furono arrestati, costretti a una lunga marcia da Kyoto a Nagasaki e infine crocifissi sulla collina di Nishizaka, dove continuarono a predicare e testimoniare la fede fino alla morte. Papa Pio IX li canonizzò nel 1862, rendendoli i primi santi martiri dell’Estremo Oriente.
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