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Santo del 24 aprile

San Fedele da Sigmaringen

sacerdote cappuccino e martire

Il 24 aprile si celebra San Fedele da Sigmaringen, sacerdote cappuccino e martire, ucciso in Svizzera nel 1622 durante una missione tra i protestanti.

Biografia

La vita di San Fedele da Sigmaringen

Markus Roy nacque il 1º ottobre 1577 a Sigmaringen, città tedesca del Baden-Württemberg. Dopo aver studiato filosofia e diritto, esercitò con successo la professione di avvocato, distinguendosi per l’integrità morale e la difesa dei più deboli. La sua fama di giurista incorruttibile si diffuse rapidamente, ma nel suo animo maturava una vocazione più profonda. A trentacinque anni lasciò la carriera forense per entrare nell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini, assumendo il nome di Fedele. Ordinato sacerdote a Costanza nel 1612, si distinse per un’esistenza austera, scandita da lunghe veglie notturne, preghiera intensa e rigida penitenza. La sua predicazione appassionata e dottrinalmente solida attirò l’attenzione dei superiori, che nel 1621 lo inviarono nei Grigioni svizzeri, territorio lacerato dalle tensioni religiose tra cattolici e protestanti. La missione era delicata: consolidare la fede cattolica in una regione dove la Riforma aveva guadagnato terreno e gli animi erano infiammati anche da conflitti politici legati all’Austria. Fedele affrontò il compito con coraggio e carità, ma la sua presenza suscitò ostilità crescente. Il 24 aprile 1622, mentre predicava a Seewis im Prättigau, fu aggredito da un gruppo di rivoltosi armati. Rifiutò di abiurare la fede cattolica e venne ucciso a colpi di spada e di morgenstern, una mazza ferrata. Il suo martirio impressionò profondamente i contemporanei. Benedetto XIII lo beatificò nel 1729 e Benedetto XIV lo canonizzò nel 1746, riconoscendone il sacrificio supremo per la difesa della dottrina cattolica.

Calendario del giorno

Gli altri santi del 24 aprile

  • Sante Maria di Cleofa e Salomepie donne del Vangelo
  • Sant’Alessandromartire
  • Sant’Antimo di Nicomediavescovo di Nicomedia, e compagni, martiri
  • San Gregoriovescovo di Elvira
  • San Deodatodiacono e abate
  • San Mellito di Canterburyvescovo di Canterbury
  • San Vilfrido di Yorkvescovo di York
  • Sant’Egbertosacerdote e monaco
  • San Guglielmoeremita
  • Santa Maria di Sant’Eufrasia Pelletiervergine, fondatrice delle Suore del Buon Pastore
  • San Benedetto Mennisacerdote dei fatebenefratelli, fondatore delle Suore ospedaliere del Sacro Cuore di Gesù
  • Santa Maria Elisabeth Hesselbladvergine, restauratrice dell’Ordine di Santa Brigida
Chi festeggia oggi

Onomastici del 24 aprile

Il 24 aprile festeggiano l’onomastico Fedele, Maria, Salome, Alessandro, Antimo, Gregorio, Deodato, Mellito, Vilfrido, Egberto, Guglielmo e Benedetto.

Domande frequenti

Chi è il santo del 24 aprile?
Il santo del 24 aprile è San Fedele da Sigmaringen, sacerdote cappuccino e martire. Nato nel 1577 a Sigmaringen in Germania, fu avvocato prima di entrare tra i cappuccini. Inviato in missione nei Grigioni svizzeri per consolidare la fede cattolica in territorio protestante, venne ucciso il 24 aprile 1622 a Seewis im Prättigau da rivoltosi che gli chiedevano di abiurare. Canonizzato nel 1746, è venerato come martire della fede.
Chi festeggia l’onomastico il 24 aprile?
Il 24 aprile festeggiano l’onomastico chi porta i nomi Fedele, Maria, Salome, Alessandro, Antimo, Gregorio, Deodato, Mellito, Vilfrido, Egberto, Guglielmo e Benedetto. Il nome principale della giornata è Fedele, in onore di San Fedele da Sigmaringen, mentre Maria e Salome ricordano le pie donne presenti alla crocifissione e alla risurrezione di Cristo secondo i Vangeli.
Perché San Fedele da Sigmaringen è martire?
San Fedele da Sigmaringen è considerato martire perché fu ucciso il 24 aprile 1622 mentre svolgeva attività missionaria tra i protestanti dei Grigioni svizzeri. Durante una predicazione a Seewis im Prättigau, venne aggredito da un gruppo di rivoltosi anti-austriaci che gli intimarono di abiurare la fede cattolica. Al suo rifiuto, fu colpito a morte con spade e mazze ferrate. La Chiesa cattolica riconosce il suo sacrificio come testimonianza suprema della fede.
Fonti