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Apr
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Santo del 27 aprile

San Simeone I di Gerusalemme

vescovo di Gerusalemme e martire

Il 27 aprile si celebra San Simeone I di Gerusalemme, vescovo e martire crocifisso nel 107 dopo aver guidato per oltre quarant’anni la prima comunità cristiana interamente ebraica.

Biografia

La vita di San Simeone I di Gerusalemme

Simeone I di Gerusalemme, nato nel I secolo e morto martire nel 107, rappresenta una figura di straordinaria importanza nella Chiesa delle origini. La tradizione lo identifica con il Simone definito «fratello di Gesù» nei Vangeli di Marco e Matteo, termine che nella cultura ebraica indicava un parente stretto: figlio di Maria di Cleofa e di Cleofa, dunque cugino del Signore e fratello di Giacomo di Alfeo. Proprio a Giacomo succedette nel 62 come secondo vescovo di Gerusalemme, assumendo la guida di una comunità unica nel panorama cristiano antico: interamente composta da ebrei convertiti, che continuavano a osservare le tradizioni mosaiche pur riconoscendo in Cristo il Messia atteso. Quando nel 70 i romani distrussero Gerusalemme, Simeone condusse la sua comunità in esilio oltre il Giordano, stabilendosi a Petra di Perea, dove mantenne viva l’identità giudeo-cristiana in tempi di persecuzione e dispersione. Il suo lungo episcopato, durato oltre quarant’anni, si concluse tragicamente durante il regno dell’imperatore Traiano: denunciato da un gruppo di eretici alle autorità romane, fu sottoposto a numerosi supplizi. Nonostante l’età avanzata — le fonti parlano di un uomo ormai anziano — affrontò il martirio con fermezza, venendo condannato alla crocifissione, lo stesso supplizio del Signore di cui era stato parente e testimone. La sua memoria è venerata sia dalla Chiesa cattolica sia da quella ortodossa come esempio di fedeltà incrollabile e ponte vivente tra l’eredità ebraica e la fede cristiana nascente.

Calendario del giorno

Gli altri santi del 27 aprile

  • San Pollione di Cibalilettore e martire
  • San Teodoro di Tabennesiabate
  • San Liberale d’Altinoeremita
  • San Macaldovescovo di Man
  • San Giovanniegumeno
  • Santa Zita di Luccavergine
  • Beato Pietro Armengolmercedario
  • Beato Giacomo Illiricoreligioso francescano
  • Beata Osanna di Cattarovergine, terziaria domenicana
  • Beato Nicolas Rolandsacerdote, fondatore delle Suore del Santo Bambino Gesù
  • San Lorenzo Nguyễn Văn Hưởngsacerdote e martire
  • Beata María Antonia Bandrés y Elóseguivergine delle Figlie di Gesù
Chi festeggia oggi

Onomastici del 27 aprile

Il 27 aprile festeggiano l’onomastico Simeone, Pollione, Teodoro, Liberale, Macaldo, Giovanni, Zita, Pietro, Giacomo, Osanna, Nicolas, Lorenzo e María.

Domande frequenti

Chi è il santo del 27 aprile?
Il santo del 27 aprile è San Simeone I di Gerusalemme, vescovo e martire vissuto nel I-II secolo. Secondo la tradizione fu parente di Gesù, figlio di Maria di Cleofa, e succedette a Giacomo di Alfeo come secondo vescovo di Gerusalemme nel 62. Guidò per oltre quarant’anni l’unica comunità cristiana interamente ebraica, conducendola in esilio dopo la distruzione di Gerusalemme nel 70. Morì martire nel 107 sotto l’imperatore Traiano, crocifisso in età avanzata dopo essere stato denunciato da un gruppo di eretici.
Chi festeggia l’onomastico il 27 aprile?
Il 27 aprile festeggiano l’onomastico Simeone, in onore del santo principale, e numerosi altri nomi: Pollione, Teodoro, Liberale, Macaldo, Giovanni, Zita (particolarmente diffuso in Toscana grazie alla santa di Lucca), Pietro, Giacomo, Osanna, Nicolas, Lorenzo e María. La giornata offre quindi un ricco calendario di onomastici legati a santi, beati e martiri di epoche e tradizioni diverse.
Perché San Simeone è importante per la Chiesa antica?
San Simeone I di Gerusalemme rappresenta un ponte fondamentale tra l’eredità ebraica e la fede cristiana nascente. Come secondo vescovo di Gerusalemme e parente di Gesù, guidò l’unica comunità cristiana composta interamente da ebrei che osservavano ancora le tradizioni mosaiche. Il suo lungo episcopato, durato dal 62 al 107, attraversò eventi cruciali come la distruzione di Gerusalemme e l’esilio della comunità oltre il Giordano, testimoniando la continuità tra Antico e Nuovo Testamento in un’epoca di trasformazione radicale per la Chiesa.
Fonti