San Beda il Venerabile
sacerdote e dottore della Chiesa
Il 25 maggio si celebra San Beda il Venerabile, sacerdote benedettino e dottore della Chiesa, considerato il padre della storia inglese.
La vita di San Beda il Venerabile
Beda nacque in Inghilterra intorno al 672, in quella Northumbria dove il cristianesimo si stava radicando dopo secoli di evangelizzazione. A soli otto anni venne affidato al monastero benedettino di Jarrow, dove trascorse l’intera esistenza senza mai allontanarsi: una vita consacrata allo studio, alla preghiera e all’insegnamento. Ordinato sacerdote nel 702, Beda fece della sua cella monastica un laboratorio culturale straordinario, dedicandosi alla meditazione delle Scritture e alla composizione di opere che spaziavano dalla teologia alla cronologia, dalla poesia alla musica. La sua opera più celebre, la Historia ecclesiastica gentis Anglorum, gli valse il titolo di padre della storia inglese: un affresco narrativo che intreccia cronaca, agiografia e riflessione teologica, restituendo l’epopea della cristianizzazione delle isole britanniche. Scrisse commentari biblici, trattati sul computo del tempo, vite di santi, sempre con rigore filologico e profondità spirituale. Morì il 25 maggio 735, mentre dettava l’ultima traduzione del Vangelo di Giovanni. La tradizione racconta che spirò cantando il Gloria. Venerato subito come santo, fu proclamato dottore della Chiesa da Leone XIII nel 1899. Dante lo colloca nel Paradiso, tra i sapienti del cielo del Sole. Il suo corpo riposa oggi nella cattedrale di Durham, meta di pellegrinaggio per chi cerca la sapienza unita alla santità. Beda resta il simbolo di una cultura monastica che ha custodito e trasmesso il sapere attraverso i secoli bui dell’Alto Medioevo.
Gli altri santi del 25 maggio
- San Gregorio VII — papa
- Santa Maria Maddalena de’ Pazzi — vergine carmelitana
- San Canio di Atella — vescovo di Atella e martire
- San Dionigi di Milano — vescovo di Milano
- San Zenobio — vescovo di Firenze
- San Leone — abate
- Sant’Aldelmo di Malmesbury — abate di Malmesbury e vescovo di Sherborne
- San Gennadio di Astorga — abate e vescovo di Astorga
- San Cristoforo Magallanes — presbitero martire
- Beato Girio
- Beato Giacomo Filippo Bertoni — sacerdote servita
- San Pietro Ðoàn Văn Vân — catechista e martire
- Santa Maddalena Sofia Barat — vergine, fondatrice della Società del Sacro Cuore di Gesù
- San Dionigi Ssebuggwawo — martire ugandese
- Santi Cristóbal Magallanes Jara e Agostino Caloca — sacerdoti e martiri
- Beato Nicola Cehelskyj — sacerdote e martire
Onomastici del 25 maggio
Il 25 maggio festeggiano l’onomastico Beda, Gregorio, Maria Maddalena, Maria, Canio, Dionigi, Zenobio, Leone, Aldelmo, Gennadio, Cristoforo, Girio, Giacomo, Pietro, Maddalena, Cristóbal, Agostino e Nicola.
Domande frequenti
- Chi è il santo del 25 maggio?
- Il santo del 25 maggio è San Beda il Venerabile, monaco benedettino inglese vissuto tra il 672 e il 735. Sacerdote e dottore della Chiesa, è venerato come padre della storia inglese per la sua opera Historia ecclesiastica gentis Anglorum. Trascorse tutta la vita nel monastero di Jarrow, dedicandosi allo studio delle Scritture, all’insegnamento e alla composizione di opere teologiche, storiche e scientifiche. Fu proclamato dottore della Chiesa da papa Leone XIII nel 1899.
- Chi festeggia l’onomastico il 25 maggio?
- Il 25 maggio festeggiano l’onomastico Beda, in onore di San Beda il Venerabile, Gregorio per San Gregorio VII papa, Maria e Maddalena per Santa Maria Maddalena de’ Pazzi, Leone per l’abate omonimo, Pietro per il martire vietnamita Pietro Ðoàn Văn Vân, Giacomo per il beato Giacomo Filippo Bertoni, Agostino e Cristoforo per i martiri messicani, oltre a Dionigi, Zenobio, Canio, Nicola e altri nomi legati ai santi commemorati in questa data.
- Perché San Beda è chiamato il Venerabile?
- San Beda è chiamato il Venerabile per l’eccezionale rispetto e venerazione di cui godette già in vita e immediatamente dopo la morte, avvenuta nel 735. Il titolo di Venerabile gli fu attribuito dai contemporanei e dalle generazioni successive in riconoscimento della sua santità, della sua immensa cultura e del suo contributo alla Chiesa attraverso gli scritti. Questo appellativo, mantenuto anche dopo la canonizzazione, lo distingue da altri santi omonimi e sottolinea la stima universale per la sua figura di monaco, studioso e maestro spirituale.
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