Sant’Elena imperatrice
madre di Costantino
Il 18 agosto si celebra Sant’Elena imperatrice, madre dell’imperatore Costantino, venerata per il ritrovamento della Vera Croce a Gerusalemme.
La vita di Sant’Elena imperatrice
Flavia Giulia Elena nacque intorno al 248 a Drepanum, in Bitinia, città che in suo onore sarebbe stata poi ribattezzata Elenopoli. Di origini modeste, divenne concubina dell’imperatore Costanzo Cloro e da questa unione nacque nel 272 Costantino, futuro imperatore. Quando Costanzo, per ragioni politiche, sposò la figliastra dell’imperatore Massimiano, Elena fu ripudiata, ma mantenne sempre un legame profondo con il figlio. Dopo l’ascesa al trono di Costantino nel 306, Elena ricevette il titolo di augusta e godette di grande considerazione a corte. La sua conversione al cristianesimo segnò una svolta nella sua vita: si dedicò con straordinaria generosità all’assistenza dei poveri, visitava personalmente le chiese mescolandosi ai fedeli con umiltà, e promosse la costruzione di basiliche in Terra Santa. Nel 326, ormai quasi ottantenne, intraprese un pellegrinaggio a Gerusalemme che avrebbe segnato la storia della cristianità. Secondo la tradizione, Elena fece scavare sul Golgota e ritrovò la Vera Croce di Cristo, insieme ai chiodi della crocifissione. Fece edificare la Basilica del Santo Sepolcro e quella della Natività a Betlemme. Morì a Treviri intorno al 329, dopo aver lasciato un’impronta indelebile nella devozione cristiana. Il suo corpo fu traslato a Roma e sepolto nella Basilica di Santa Maria in Aracoeli. La Chiesa cattolica la venera il 18 agosto, mentre le Chiese ortodosse la celebrano il 21 maggio insieme al figlio Costantino, riconoscendoli entrambi come santi.
Gli altri santi del 18 agosto
- Sant’Agapito di Palestrina — martire
- Santi martiri di Utica — martiri
- San Leone — martire
- San Firmino di Metz — vescovo di Metz
- Sant’Eonio di Arles — vescovo di Arles
- San Macario — egumeno di Costantinopoli
- San Giovanni di Rila — monaco, anacoreta e fondatore del Monastero di Rila
- Beato Manés de Guzmán — sacerdote domenicano
- Beato Leonardo — abate di Cava
- Beato Rinaldo da Concorezzo — vescovo di Vicenza e poi di Ravenna
- Beata Paola Montaldi — vergine, badessa clarissa
- Beato Antonio Banassat — sacerdote e martire
- Beato Francesco Arias Martín — sacerdote e martire
- Beati Giacomo Falgarona Vilanova e Atanasio Vidaurreta Labra — religiosi claretiani, martiri
- Beato Martino Martínez Pascual — sacerdote e martire
- Beato Vincenzo Maria Izquierdo Alcón — sacerdote e martire
- Beata Rosa di Nostra Signora del Buon Consiglio Pedret Rull — vergine carmelitana e martire
- Sant’Alberto Hurtado — sacerdote e fondatore
Onomastici del 18 agosto
Il 18 agosto festeggiano l’onomastico Elena, Agapito, Leone, Firmino, Eonio, Macario, Giovanni, Manés, Leonardo, Rinaldo, Paola, Antonio, Francesco, Giacomo, Atanasio, Martino, Vincenzo, Rosa e Alberto.
Domande frequenti
- Chi è il santo del 18 agosto?
- Il 18 agosto si celebra Sant’Elena imperatrice, madre dell’imperatore Costantino. Nata a Drepanum in Bitinia intorno al 248, è venerata per il ritrovamento della Vera Croce a Gerusalemme durante il suo pellegrinaggio del 326. Ricevette il titolo di augusta e si distinse per la generosità verso i poveri e per la costruzione di basiliche in Terra Santa, tra cui quella del Santo Sepolcro e quella della Natività a Betlemme.
- Chi festeggia l’onomastico il 18 agosto?
- Il 18 agosto festeggiano l’onomastico chi porta i nomi Elena, Agapito, Leone, Firmino, Eonio, Macario, Giovanni, Manés, Leonardo, Rinaldo, Paola, Antonio, Francesco, Giacomo, Atanasio, Martino, Vincenzo, Rosa e Alberto. Il nome più celebrato è Elena, in onore di Sant’Elena imperatrice, madre di Costantino e scopritrice della Vera Croce.
- Perché Sant’Elena è importante per la Chiesa?
- Sant’Elena è una figura centrale nella storia della Chiesa per il ritrovamento della Vera Croce di Cristo a Gerusalemme nel 326. Il suo pellegrinaggio in Terra Santa, intrapreso quando aveva quasi ottant’anni, portò alla costruzione delle basiliche del Santo Sepolcro e della Natività. La sua conversione al cristianesimo e la sua dedizione ai poveri la resero un modello di carità cristiana, tanto che è venerata sia dalla Chiesa cattolica che da quelle ortodosse.
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